Nord e Sud pedalano insieme: Mattia Calise e Mario Occhiuto lanciano la sfida al cemento
Quando nord e sud pedalano insieme. RadioBici ha portato il più giovane consigliere di Milano a Cosenza e lo ha fatto pedalare insieme al sindaco Mario Occhiuto per mettere a confronto due modi di affrontare il governo della cosa pubblica. E lasciando per la prima volta il tandem a due amministratori che più diversi non potrebbero essere, per età e provenienza politica, scopre che l’Italia è una sola e che i problemi di chi lavora con la cosa pubblica sono gli stessi: pochi soldi, influenza dei partiti, molti progetti buoni sulla carta ma frenati dall’inerzia della politica centrale che taglia le risorse necessarie. Dove va la politica guidata da Mattia Calise e da Occhiuto? “Stiamo cercando i pochi spazi di manovra per fare una buona politica, per isolare le risorse disponibili ai progetti che le città non possono più rimandare”, dicono in tandem i due esponenti. “Ma anche voi a Cosenza avete un problema di spesa corrente e di bilancio?” chiede Calise e la risposta di Occhiuto rivela la disarmante simmetria dello Stivale ormai coperto dall’acqua del debito molto sopra le ginocchia, dalla Calabria fino alla Lombardia. “Anche noi come Pisapia abbiamo un bel problema sui conti – risponde Occhiuto, 48 anni, archietetto e un passato da gran commis dei Beni Culturali – Un buco da oltre 100 milioni di euro che è un cappio all’azione politica. C’è poi una parte di residui attivi, piccola, ma utile per sbloccare alcune inziative”. Poi il tandem dei desideri prende una direzione e un colore “verde”. “Con i pochi soldi che ci sono si possono fare delle cose limitando i danni, come una buona politica che risparmi il consumo di suolo”, rilancia Calise citando l’esperienza di di Cassinetta di Lugagnano (MI), il primo comune ad aver bloccato d’ufficio la spinta cementizia per salvaguardare le ultime aree verdi rimaste. “Anche noi a Cosenza – rilancia il sindaco eletto con una coalizione di centro destra – stiamo lavorando a un nuovo piano generale del territorio perché il piano regolatore che abbiamo ereditato prevede ancora quattro milioni di metri cubi da edificare. Ci stiamo scontrando con i crediti acquisiti dai privati ma questa sfida non ci deve bloccare”. A Milano, racconta Calise, sta andando avanti il censimento degli immobili inutilizzati dall’amministrazione che possono essere riconsegnati alla città ed evitare ulteriori scempi”. E’ un’inziativa meritoria che portiamo avanti con il forum “Salviamo il paesaggio” e che serve da una parte a individuare il costruito inutilizzato e dall’altra a sensibilizzare amministratori e cittadini verso un più consapevole uso del suolo ancora libero che è linfa per le città e per gli spazi comuni”.






